Ci sono riconoscimenti che nascono per seguire una tradizione. Altri che cercano di assomigliare a qualcosa che esiste già. E poi ci sono premi che costruiscono, anno dopo anno, una propria storia, una propria immagine e una propria identità.
È questa la filosofia del Premio Internazionale “Leone d’Oro Alato di San Marco – Omaggio a Venezia”, istituito nel 2019 su iniziativa dello IASU – Istituto Accademico di Studi di livello Universitario / IASU Campus Ltd, presidente Prof. Gennaro Ruggiero, e nato con una finalità precisa: riconoscere e celebrare personalità che abbiano lasciato un segno concreto nella cultura, nella scienza, nella medicina, nell’arte, nell’imprenditoria, nelle istituzioni, nella ricerca, nella diplomazia e nell’impegno sociale.
Non una copia. Non un’alternativa. Un Premio con una propria identità
È importante dirlo con chiarezza.
Il Premio Internazionale “Leone d’Oro Alato di San Marco – Omaggio a Venezia” non è il Leone d’Oro della Biennale di Venezia, non è il Gran Premio Internazionale di Venezia e non intende presentarsi come loro emanazione, continuazione, alternativa o sostituto.
La sua storia è diversa. La sua organizzazione è diversa. Le sue finalità sono diverse. Il suo progetto culturale è diverso.
Proprio per questo il Premio rivendica con orgoglio la propria autonomia e la propria denominazione completa: “Leone d’Oro Alato di San Marco – Omaggio a Venezia”, nome e progetto che IASU Campus Ltd dichiara depositati da anni nell’ambito della tutela internazionale del copyright.
Non si tratta di assomigliare ad altri riconoscimenti. Si tratta di essere riconoscibili per ciò che si è.
Il Leone Alato appartiene alla storia di Venezia
Il Leone Alato di San Marco è uno dei grandi simboli della storia e dell’iconografia veneziana, presente da secoli nell’arte, nell’architettura e nella memoria della Serenissima.
Il Premio ne propone una propria interpretazione celebrativa, dichiaratamente espressa anche nel sottotitolo “Omaggio a Venezia”.
Il Leone diventa metafora di forza, conoscenza, giustizia, libertà, elevazione e responsabilità verso la collettività.
Un trofeo importante anche nella materia
Il trofeo è una vera opera celebrativa: circa tre chilogrammi di peso, realizzato in marmo rosa veneziano, impreziosito dal Leone Alato con finitura in oro 24 carati.
Materia, peso e simbolismo comunicano un concetto chiaro: il riconoscimento deve rappresentare qualcosa destinato a rimanere.
Dal 2019, una storia che continua
Negli anni il Premio ha ampliato il proprio orizzonte, coinvolgendo esponenti del mondo accademico, scientifico, medico, artistico, culturale, imprenditoriale, professionale, istituzionale e diplomatico.
Alla base rimane un principio semplice ma esigente: premiare il merito.
19 SETTEMBRE 2026: IL LEONE TORNA A RUGGIRE
La nuova cerimonia si terrà sabato 19 settembre 2026 a Roma, nella cornice dell’Hotel Ripa Roma, nel cuore di Trastevere, con la collaborazione della Fondazione Area Cultura, presieduta dalla Dr.ssa Angelica Loredana Anton.
Roma accoglierà così un Premio che porta Venezia nel proprio simbolo, ma che possiede una storia organizzativa indipendente e una vocazione internazionale.
Il nome è la sua dichiarazione d’identità
Leone d’Oro Alato di San Marco – Omaggio a Venezia.
Leone, come forza. Alato, come elevazione. San Marco, come tradizione. Omaggio a Venezia, come celebrazione culturale.
Dal 2019 questa è la sua identità.
Unico nel progetto. Autonomo nella storia. Internazionale nella vocazione. Prestigioso nel simbolo.
E il 19 settembre 2026, a Roma, il Leone Alato tornerà a celebrare coloro che hanno trasformato talento, conoscenza e responsabilità in valore per la società.
ASSEGNATARI DEL PREMIO – EDIZIONE 2026
- Tina Bianco – Presidente Associazione “Rosa Bianca”
- M° Carmine Caiazzo – Direttore d’orchestra, compositore
- Avv. Michele Curto – Avvocato
- Dr. Gianmarco De Simone – Consulente immobiliare
- M° Cristoforo De Vivo – Scrittore, poeta
- M° Franco Di Maio – Attore
- Dr. Angelo Di Nardo – Vice Presidente Universitario, Amministratore Delegato Aquila Spa
- Prof.ssa Daniela Ferraro – Scrittrice, poetessa
- M° Enzo Fiore – Chef, ambasciatore della cucina partenopea nel Regno Unito
- M° Luca Laruccia – Musicista, compositore, cantautore
- Dr. Giuseppe Candido Mancaniello – Ambasciatore OIRD, Gran Cancelliere Confederazione Cavalieri di Pace
- M° Gabriele Dario “Lele” Mora – Manager e agente dello spettacolo
- Dr. Bruno Pacifici – Ambasciatore OIRD, imprenditore settore sicurezza
- Dr.ssa Clara Ramalho – Neuroradiologa, fotografa professionista
- Dr.ssa Sara Ronconi – Attivista sociale e per i diritti del personale militare
- Alla memoria del Dr. Giuseppe Salvia – Vittima della criminalità organizzata
- Dr. Gianfranco Sciscione – Imprenditore in ambito televisivo
- Dr. Gino Muratori – Fondatore e Amministratore Unico Sicurpiana Srl
- Dr. Alberto Spelda – Fondatore e Presidente del progetto “La Città di Dio”
- Dr.ssa Paola Toppi – Esperta di scienze olistiche e criminologia, Presidente Ass.ne Nefer
- Luigi Zeno – Attore protagonista Rai, Netflix
- Dr.ssa Marianna Pignatelli – Ufficio stampa riviste nazionali e internazionali
Premio Speciale – Menzione Medicina e Ricerca Scientifica
Nel ricordo dell’anatomista veneziano Giandomenico Santorini (1681–1737)
- Prof. Mauro Berta
- Prof. Giulio Tarro


