Una battaglia sociale può passare attraverso una scuola, un progetto di volontariato, una macchina fotografica o persino un microfono. È il percorso scelto da Alessandro Coppola, 23 anni, studente di Scienze della Comunicazione e fondatore di VEDO OLTRE APS.
La sua esperienza personale è alla base di tutto. Alessandro convive dalla nascita con una sordità importante e a 16 anni ha ricevuto la diagnosi di Sindrome di Usher di tipo 2, una malattia genetica rara degenerativa che può portare alla cecità.
Da quel momento ha deciso di trasformare la propria esperienza in uno strumento di comunicazione.
Ha pubblicato il libro autobiografico “Le mie orecchie parlano” e ha iniziato un percorso di sensibilizzazione rivolto soprattutto ai giovani. In circa quattro anni ha incontrato migliaia di studenti in oltre 55 scuole della Campania, affrontando temi come bullismo, inclusione, autostima, solitudine, disabilità invisibili e malattie rare.
Nel 2025 ha fatto un ulteriore passo, fondando VEDO OLTRE APS. L’associazione nasce con l’obiettivo di trasformare le parole in azioni attraverso eventi e progetti dedicati ai giovani, alle persone con disabilità e alle situazioni di fragilità.
L’attività sociale si affianca a quella artistica. Alessandro ha trovato nella musica un altro modo per raccontare la propria storia. Il 22 aprile 2026 è uscito “AC22”, il suo primo singolo autobiografico, un brano costruito attorno a un messaggio di resilienza e inclusione.
La musica lo ha già portato su diversi palchi, con esperienze legate a Fred De Palma, 99 Posse e Claudio Cecchetto, oltre alla partecipazione al Capri Music Awards.
Anche la moda rappresenta per lui uno strumento di comunicazione. Alessandro ha partecipato a campagne inclusive per diversi brand e continua a cercare nuove opportunità nel settore, con l’ambizione di contribuire a una rappresentazione della bellezza sempre più ampia.
Sul fronte digitale porta avanti una community di circa 17.000 persone, attraverso contenuti ed esperimenti sociali.
Il progetto personale e quello sociale procedono quindi nella stessa direzione: utilizzare ciò che Alessandro ama per parlare di ciò che spesso rimane invisibile.
Il futuro è ancora da costruire. Ci sono nuovi format social, possibili progetti musicali e un nuovo libro all’orizzonte. Ma il traguardo più importante rimane quello di riuscire a dare maggiore visibilità alle persone con malattie rare e dimostrare che una diagnosi non deve necessariamente definire l’intera esistenza di una persona.
Per Alessandro, la sfida è continuare a guardare oltre i limiti, trasformando la propria storia in una possibilità per gli altri.
