Dramma per Cindy Crawford: morto a 27 anni il figlio Presley Gerber
Il primogenito della top model e di Rande Gerber è morto in una struttura di riabilitazione. Ancora da chiarire le cause del decesso. Negli ultimi anni aveva raccontato pubblicamente la sua battaglia contro dipendenze e problemi di salute mentale.
È un dolore immenso quello che ha colpito Cindy Crawford e la sua famiglia. Presley Gerber, figlio della celebre top model e dell’imprenditore Rande Gerber, è morto all’età di 27 anni. Il decesso sarebbe avvenuto domenica all’interno di una struttura di riabilitazione. Al momento non sono stati forniti ulteriori dettagli sulle circostanze e sulle cause della morte.
Nato nel 1999, Presley era il primogenito della coppia e fratello maggiore di Kaia Gerber. Come la madre, aveva intrapreso la carriera nel mondo della moda, entrando a soli 15 anni nell’agenzia IMG Models. Nel corso degli anni aveva sfilato per brand internazionali come Moschino e Dolce & Gabbana e aveva preso parte a campagne pubblicitarie per Calvin Klein.
Dietro l’immagine del giovane modello, però, si nascondeva una storia personale complessa, che Presley aveva progressivamente scelto di raccontare senza nascondere le proprie fragilità. Aveva parlato pubblicamente di depressione, salute mentale e dipendenza da sostanze, raccontando anche il percorso di recupero intrapreso negli anni.
Nel 2019 era finito al centro dell’attenzione anche per un procedimento legato alla guida in stato di ebbrezza. In seguito era stato condannato a tre anni di libertà vigilata, a seguire un programma di recupero e a svolgere due giorni di servizi sociali.
Presley aveva poi trasformato parte della propria esperienza in un messaggio rivolto a chi affrontava difficoltà simili. Attraverso Instagram aveva lanciato la serie “Mental Health Mondays”, nella quale parlava di salute mentale e recupero. In uno dei video pubblicati nel 2024 aveva raccontato la propria esperienza nei gruppi di recupero e l’importanza di riuscire a trovare punti di contatto con altre persone.
«Aiutare anche solo una persona, o cento persone, a uscire da quella situazione in cui mi sono trovato a un certo punto della mia vita, sia tutto ciò che devo fare», aveva raccontato nel podcast Studio 22.
Anche negli ultimi mesi Presley aveva continuato a parlare delle proprie difficoltà. In un video pubblicato su Instagram nel dicembre 2025 e poi cancellato, aveva raccontato di assumere diversi farmaci sedativi per affrontare quelli che aveva definito “attacchi di panico”.
Il trattamento sperimentale con ibogaina
A poche ore dalla notizia della sua morte, è emerso anche un particolare relativo agli ultimi mesi della sua vita. Circa sei mesi prima del decesso, Presley si sarebbe sottoposto a un trattamento sperimentale a base di ibogaina nel tentativo di affrontare i problemi legati alla dipendenza. In un contenuto pubblicato sui social aveva raccontato di essersi sentito «assolutamente terrorizzato» durante quell’esperienza.
Un percorso personale difficile, del quale Presley aveva scelto di parlare apertamente, trasformando le proprie esperienze in una forma di sensibilizzazione sui temi della salute mentale e del recupero.
Le ultime apparizioni con la famiglia
L’ultima volta che Presley era stato fotografato in pubblico risalirebbe a giugno, a Malibu, insieme a Cindy e Rande Gerber in occasione del lancio di We Are ENOUGH x Aviator Nation. Un mese prima era comparso a Los Angeles con tutta la famiglia, compresa la sorella Kaia, per l’evento di lancio di RE/DONE x Kaia Gerber “Short/Cuts”.
Al di fuori della moda, Presley aveva coltivato una grande passione per la fotografia e per lo sport. Amava in particolare il surf e le motociclette.
Cindy Crawford e Rande Gerber si erano conosciuti come amici prima che il loro rapporto si trasformasse in una storia d’amore. Il 29 maggio 1998 si erano sposati alle Bahamas con una cerimonia sulla spiaggia. Dal loro matrimonio erano nati Presley, nel 1999, e Kaia, nel 2001.
Ora, mentre la famiglia affronta la perdita, arriva la richiesta di rispettare il dolore dei familiari e di mantenere il massimo riserbo. «Chiediamo riservatezza in questo momento estremamente difficile e doloroso», è il messaggio diffuso dalla famiglia.





